Il club Tenco annuncia le cinquine finaliste

Le Targhe Tenco 2026 entrano nella fase decisiva. Il Club Tenco ha annunciato le cinquine finaliste che accederanno al ballottaggio, dal quale usciranno i vincitori dei premi dedicati ai migliori dischi della canzone d’autore italiana pubblicati tra il 1° giugno 2025 e il 31 maggio 2026. Le votazioni della giuria si concluderanno il 7 luglio, mentre la premiazione si svolgerà durante il Premio Tenco, in programma al Teatro Ariston di Sanremo dal 22 al 24 ottobre.

Le Targhe Tenco, istituite nel 1984, rappresentano uno dei riconoscimenti più autorevoli della musica italiana. A differenza di molti altri premi, non sono assegnate in base ai dati di vendita o allo streaming, ma dal voto di una vasta giuria composta da giornalisti, critici musicali e addetti ai lavori. Per questo motivo vengono spesso considerate il massimo riconoscimento della critica italiana per la canzone d’autore.

Tra i finalisti della categoria Miglior Album in assoluto figurano nomi di primo piano come Caparezza con Orbit Orbit, Madame con Disincanto, Andrea Laszlo De Simone con Una lunghissima ombra, Mauro Ermanno Giovanardi con E poi scegliere con cura le parole ed Erica Boschiero con Un posto sulla terra. Una cinquina che mette insieme artisti già affermati e autori della nuova scena indipendente.

Grande attenzione anche per la categoria Miglior Canzone Singola, dove è stata ammessa eccezionalmente una sestina per un ex aequo. Tra i brani in corsa c’è anche “Che fastidio!” di Ditonellapiaga, confermando il momento particolarmente positivo dell’artista romana, già vincitrice della Targa Tenco per l’Opera Prima nel 2022.

Perché questa edizione è importante

Secondo molti osservatori, l’edizione 2026 fotografa un ricambio generazionale nella canzone d’autore italiana. Accanto a nomi storici come Carmen Consoli e Mauro Ermanno Giovanardi trovano spazio artisti appartenenti a linguaggi molto diversi, dal rap d’autore di Caparezza al pop contemporaneo di Madame, fino alle nuove voci del cantautorato indipendente. È il segnale di una scena sempre più aperta alle contaminazioni, senza rinunciare alla qualità dei testi e della scrittura.